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	<title>Commenti a: Idee su economia, formazione, cultura (estratto dalla mozione)</title>
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	<description>PER IL PARTITO DEMOCRATICO DEL TRENTINO</description>
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		<title>Di: Nicola Spagnolli</title>
		<link>http://new.michelenicoletti.eu/2009/08/31/idee-su-economia-formazione-cultura-estratto-mozione/comment-page-1/#comment-41</link>
		<dc:creator>Nicola Spagnolli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 14:19:05 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Michele,
a proposito di formazione e occupazione, si parla molto di dare spazio al &quot;merito&quot; dando per scontato però che tutti partano dagli stessi blocchi di partenza. E&#039; da questi blocchi però che bisogna incominciare per fare in modo che al traguardo arrivino veramente i più preparati, fermo restando che io non amo questa visione competitivo-agonistica della vita. 
Da tempo l&#039;ascensore sociale si è fermato e la scuola e l&#039;istruzione come motori ascensionali mostrano delle difficoltà. Secondo me rischiamo di tornare alla divisione classista delle scuole e dell&#039;accesso alle carriere, perché il contesto sociale e famigliare di partenza influiscono ancora molto sulla carriera scolastica, prima, e quella lavorativa poi. Ci sono magari molte famiglie in difficoltà temporanea o permanente, famiglie disagiate  o di origine extracomunitaria non integrate  che sono sprovviste delle adeguate risorse per immaginare per i propri figli un futuro diverso. Avere in casa dei libri, avere in famiglia e nella cerchia amicale persone istruite, realizzate, può costituire uno stimolo e un  vantaggio rispetto a chi queste possibilità non le ha. Dovrebbe essere questo il ruolo della scuola, delle istituzioni culturali e non: ricostruire un contesto nel quale sopperire alle carenze famigliari, mostrando alle persone in formazione quali siano le possibilità loro concesse in base al loro talento e alle loro aspirazioni, implementando così una rete di opportunità e relazioni che di solito sono a vantaggio di pochi.  
È la stessa costituzione che, all’ART.3 , stabilisce  come sia “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#039;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#039;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#039;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Se non rimuoviamo questi ostacoli, ci sarà sempre una situazione falsata e si conteranno a migliaia le occasioni perdute, le persone che si ritroveranno prigioniere della loro condizione, incapaci di concepire il proprio lavoro come opportunità di emancipazione e realizzazione personale.  
Nicola Spagnolli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Michele,<br />
a proposito di formazione e occupazione, si parla molto di dare spazio al &#8220;merito&#8221; dando per scontato però che tutti partano dagli stessi blocchi di partenza. E&#8217; da questi blocchi però che bisogna incominciare per fare in modo che al traguardo arrivino veramente i più preparati, fermo restando che io non amo questa visione competitivo-agonistica della vita.<br />
Da tempo l&#8217;ascensore sociale si è fermato e la scuola e l&#8217;istruzione come motori ascensionali mostrano delle difficoltà. Secondo me rischiamo di tornare alla divisione classista delle scuole e dell&#8217;accesso alle carriere, perché il contesto sociale e famigliare di partenza influiscono ancora molto sulla carriera scolastica, prima, e quella lavorativa poi. Ci sono magari molte famiglie in difficoltà temporanea o permanente, famiglie disagiate  o di origine extracomunitaria non integrate  che sono sprovviste delle adeguate risorse per immaginare per i propri figli un futuro diverso. Avere in casa dei libri, avere in famiglia e nella cerchia amicale persone istruite, realizzate, può costituire uno stimolo e un  vantaggio rispetto a chi queste possibilità non le ha. Dovrebbe essere questo il ruolo della scuola, delle istituzioni culturali e non: ricostruire un contesto nel quale sopperire alle carenze famigliari, mostrando alle persone in formazione quali siano le possibilità loro concesse in base al loro talento e alle loro aspirazioni, implementando così una rete di opportunità e relazioni che di solito sono a vantaggio di pochi.<br />
È la stessa costituzione che, all’ART.3 , stabilisce  come sia “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”<br />
Se non rimuoviamo questi ostacoli, ci sarà sempre una situazione falsata e si conteranno a migliaia le occasioni perdute, le persone che si ritroveranno prigioniere della loro condizione, incapaci di concepire il proprio lavoro come opportunità di emancipazione e realizzazione personale.<br />
Nicola Spagnolli</p>
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